IL TEATRO ROMANO A PADOVA: I LUDI SCENICI E LE MASCHERE IN PRATO DELLA VALLE!

Gli spettacoli teatrali in età romana erano chiamati “ludi scenici” ed erano soprattutto rappresentati dalle Commedie.

La celebrazione dei ludi apparteneva al culto romano; era una ricorrenza del calendario ufficiale. Questo non escludeva che si potessero anche indire ludi pubblici eccezionali o ludi offerti da privati; ma i più importanti erano annui e a data fissa (ludi stati).

Fuori che nei ludi Apollinares (6-12 luglio, dal 212 a.C.), all’esecuzione dei quali presiedeva il Pretore urbano, la cura di ordinare i giochi nell’età repubblicana spettava agli edili. Gli Edili plebei curavano i ludi plebeii e i Cerealia, mentre gli Edili curuli seguivano i ludi Romani, i Megalenses e i Floralia, in onore rispettivamente della Triade Capitolina (Giove, Giunone, Minerva), della Dea Mater e dalla Dea Flora.

Solo negli ultimi anni della repubblica durante l’impero anche Roma e la altre città dell’Impero ebbero i loro teatri di pietra; le parti essenziali del teatro romano derivano da quelle greche, ma variano nelle loro funzioni:

  • Cavea: gradinata per gli spettatori, a semicerchi concentrici. La cavea era divisa in due sezioni separate tra loro: la più bassa o prima cavea era destinata ai cavalieri, la più alta o ultima cavea al popolo. Tutta questa parte era costruita con un sistema di archi e di volte, con una serie di gallerie e scale interne che conducevano gli spettatori ai loro posti;
  • Orchestra: corrisponde alla platea dei teatri moderni, riservata ai senatori ed ai magistrati
  • Pluteo: muro divisorio, che separava la cavea dall’orchestra;
  • Scena: situata di fronte alla cavea ed all’orchestra. Si componeva di un palcoscenico di legno sopraelevato rispetto all’orchestra e chiuso, nella parte posteriore da un muro ricco di ornamenti architettonici e di statue ed ai lati da due avancorpi, che comunicanti per mezzo di porte col palcoscenico, l’univano alla cavea;
  • Velario: il teatro era scoperto, ma gli spettatori venivano riparati dalla pioggia e dal forte sole tramite un velario, fissato con un sistema di corde a raggiera ad antenne infisse in mensole o in fori della cornice esterna;
  • Sipario: il sipario era sconosciuto ai greci; a differenza di oggi il sipario non scendeva dall’alto, ma veniva tirato su dal basso e si chiudeva solamente alla fine della recita.

teatroromanopiccolo_253

La Commedia latina era il genere di spettacolo più comune e preferito dal pubblico di età romana, in tali rappresentazioni vi era un numero fisso di personaggi (ad esempio Macco il ghiottone, Dosseno lo scaltro, Buccone lo sciocco..), interpretati da attori con maschere grottesche ed animalesche.

mask mteatroantico6

vita_teatro_02

A Padova in età romana, dove adesso c’è Prato della Valle, c’era un bellissimo TEATRO, le cui fondamenta sono ancora visibili nella canaletta dell’ isola Memmia, nel tratto verso via Luca Belludi.

26-sito-padova-img6biss

teatroscavoprato   ricostruztetaropd

Se volete rivivere i momenti legati a questo genere di spettacolo,  VENERDI’ 17 APRILE, alla Fornace dell’archeologia, realizziamo un bel laboratorio durante il quale creiamo una maschera antica.  Volete travestirvi come un antico attore? Vi porterete a casa una bella maschera di argilla!!

Quando: VENERDI’ 17 APRILE ORE 16.30-18,00

Costi: € 12 1 appuntamento, se fate anche SABATO 18 con il laboratorio di scavo archeologico di una tomba antica (STREET ARCHAEOLOGY) : € 20, 2 appuntamenti!

info: arcadiadidattica@gmail.com; 3336799660

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...